Insolubili dubbi quasi-letterari

January 17th, 2012 § 0 comments § permalink

In Italia si legge poco, pochissimo rispetto ad altri paesi europei. Non c’è statistica che non rilevi questa distanza, poi si sa, noi italiani adoriamo spararci nei piedi, appena salta fuori una statistica siamo pronti a guardare torvi il vicino della porta accanto, quello che non abbiamomai visto con un libro, al massimo l’inserto settimanale del quotidiano di turno..

Però ho un dubbio insolubile, un dubbio che parte da Anobii, il social network basato sui libri, già tempo fa mi resi conto della sostanziale assenza di lettori stranieri. Andai a leggere le statistiche Alexa, trovando conferma alla mia percezione: il 70% delle visite sono di utenti Italiani, evento curiso se si pensa che il portale è curato da una azienda asiatica. Oggi sono andato ulteriormente a fondo, come si colloca l’utente italiano nei primi sette grandi social dedicati ai libri?

Dai dati raccolti sotto gli italiani risultano sostanzialmente in testa a tutti i lettori non anglosassoni, i risultati andrebbero ponderati per popolazione, ottenendo un ulteriore vantaggio per l’Italia. Poi c’è il risultato di aNobii, il 70% di Italiani su un portale che si colloca 5° fra i portali dedicati ai libri.

Quindi leggiamo poco ma affolliamo i portali? Cazzeggiatori folli? Chi ha una opinione?

Il kindle cloud lo terrei a margine visto che non è un vero e proprio social “aperto”

Kindle Cloud
14° Posto mondiale 4° in Europa (Andrebbero fatte considerazioni ulteriori, popolazione, vantaggio dell’inglese etc etc, fonte basata sul ranking nazionale e non sugli effettivi visitatori)

Visitatori di GoodReads (Rank 856)

6° Mondiale 2° Europeo (Dopo UK con vantaggio dell’inglese)

Visitatori di Worldcat (Rank 5,028)

7° Mondiale 3° Europeo (dopo Germania e UK)

Visitatori di LibraryThing (Rank 7,648)

6° Mondiale 2° Europeo (Dopo UK)

Visitatori di aNobii (Rank 10,781)

1° Mondiale con più del 70% degli accessi!

Visitatori di YouVersion (Rank 11,43)

NA, nessun paese europeo presente

Visitatori di ManyBooks.net (Rank 19,834 )

6° Mondiale 2° Europeo dopo UK

Visitatori di Shelfari (Rank 21,939)

4° Mondiale 1° Europeo

 

http://www.appappeal.com/the-most-popular-app-per-country/book/

Alcune veloci note

January 8th, 2012 § 0 comments § permalink

Il natale vero va forgiato ex novo,  nn siamo più bambini e quella sensazione nn arriva da sola grazie alla innata capacità di percezione fanciullesca. Ci sono gli impegni di lavoro, anche se prendi ferie ti fiondano dal 24 al 27 e dal 31 al 7 come niente fosse, c’è la strumentalizzazione consumistica, la quale infastidisce alcuni e non altri, insomma mille e poi mille ostacoli.
In verità il 25 è solo un giorno simbolico, quel calore, quella sensazione è un bandolo di matassa, altroché.

Quanto più conosci quanto meno capisci, nulla da fare, è un assurdo fisico, un principio di indeterminazione fatto e finito.

Lei, la protagonista blandamente rappresentata nella “voce” è attualmente in trappola, nn ci si accorda e non ci si capisce, quindi siamo separati in casa. Lei vorrebbe incarnare qualsiasi sfitinzia papabile ed io la freno, nonostante questo alterco nn c’è vera dialettica.
E’ una lotta snervante, improbabile una capitolazione di una delle parti, parola chiave: enpasse.

La disciplina mi è avulsa quanto le mestruazioni, eppure mi serve come non mai.

Alice nel paese delle paccottiglie è sempre più nominata: le scene del non-compleanno e del’eterna ora del thè sono spesso usate per spiegare il concetto di tempo assoluto psichico, si attinge all’intera favola per esemplificare le dinamiche dell’inconscio. Diciamolo, il buon matematico si è inventato un incastro ricco di pathos, una miscela alchemica fatta di tempo, Anima, e luoghi altri.
Ora però basta. Passiamo oltre, Alice nn fa male a nessuno, è una facile preda. Filtrata com’è attraverso l’immaginario Disney perde ogni dettaglio oscuro. Nella letteratura occidentale esistono archetipi più completi, forniti di lati oscuri e baratri che ad Alice-Disney mancano, mancanza che vorrei tanto ignorare anche io, sia chiaro, Neh.

Tommy

December 14th, 2011 § 0 comments § permalink

Ora lo so per certo, sono su twitter solo perchè sulla TL non appaiono cose del tipo “ad <amico scioppino dei tempi del liceo> piace Tommy Hilfiger”. Sia chiaro non è snobismo.

VOCE: Lo è, a te piace Veronique Branquinho! Ho visto anch’io il cappotto di alpaca!

Come facevi a non vederlo se lo chiedono anche gli Astanti, sei dentro la mia testa..

VOCE: Eh ma ogni tanto mi spengo per la disperazione..

Suvvia figa è figa, poi è belga, birra di abbazia a fiumi.. Gent, Bruges.. Non puoi negare lo spazio all’immaginazione che lei mi consente..

VOCE: Sappiamo che la verità è totalmente differente

Ma non ne parleremo qui.

Dicevo, Tommy Hilfighetto non mi da fastidio in quanto simbolo della superficialità-imperante-di-un-mondo-gretto- che-va-sgretolandosi-verso-una-fine-fatua-quanto-annuciata. Piuttosto è ciò che lo zio commerciale finisce sempre per comprarmi quando torna da qualche viaggio negli USA,  maglioni taglia L che andrebbero bene come piumoni. Perchè si sa, il rapporto taglie USA-EU non è solo una taglia come si dice quiddabbasso. Dipende dallo stato in cui finisci, quelli centrali, definiti da una amica yankee come “the fly over country” probabilmente voranno un rapporto L->XXXL. Perchè da loro le misure sono marketing.

Ecco per me Tommy rappresenta una incognita, non inorridisco per i Like a spruzzo dei compagni di liceo, non arrivo a tanto, ma non riesco a non chiedermi..

VOCE: Non stai cogliendo il punto e cerchi nel nulla, butterai il post nel cestino, devi farne di strada bimbo..

Ma incontrerò un amico che a casa mi riporterà, no?

VOCE: La pubblicità ti ha fottuto il cervello

Quelle Chicco poi..

VOCE: Dove c’è un pom..

VOCE! Mi deludi!

VOCE: A forza di stare dentro uno zoppo..

Mai stato di quel livello, dai, si diceva di altro, di Tommy, è che certi loghi ricordano un senso di calore, sai cos’è il marchio, quei loghi che ho sempre aborrito..

VOCE: Perchè un logo colloca e definisce, porta con se un carico di contenuti

E rassicurano no? Non mi fidavo di loro. Tommy non dice nulla, sforzandomi potrei trovare serial giovanili da poco, centri commerciali al caldo, commedie adolescenziali, ma altri, vogliamo ricordarci la pubblicità dei Docker’s:
Pantaloni kaki, camicia oxford azzurrina, per l’uomo single e indipendente che non deve neanche più stirare?

VOCE: Ah già: fottiti mamma che io ho i docker’s! Uno stipendio e hai finito di rompere!

In un certo senso sì, richiamava una libertà da certi canoni, e ricordati che la camera focalizzava sull’asse da stiro, dove trovavamo l’uomo a stirare dei toast.  Il grimaldello rimaneva “un uomo che stira”

VOCE: Leva su una forzatura per negarla

Ben riuscita, ma devo concludere porca cutrettola! E’ che il simbolo invade l’anima, come gli Onmale di Vance, la domanda rimane la stessa: quanti simboli si devono espiare perchè un uomo possa chiamarsi uomo?

VOCE: 42?

Veronique Branquinho

Buon compleanno Malcom

December 13th, 2011 § 0 comments § permalink

Sto scrivendo una opinione sul libro? Sto proprio facendolo? Io?

VOCE: No, tu non lo stai facendolo, tu non lo devi facendolo, te ne pregolo!  PS Ti odio, come osi ibridare i miei bellissimi verbi declinati alla perfezione con degli stronzissimi nani? Sappilo: non-fa-ridere.

Stempero come posso VOCE, come posso! E’ che non sono a mio agio nei panni di chi snocciola opinioni, cosa diranno gli astanti?

Un astante: Ci ha nominato, esistiamo ancora nel mondo della sua fantasia!

Un (altro) astante: Assecondalo, assecondalo! Se ci dimentica facciamo la fine della medusa. Bravo! Bravo!  Dicci di Malcom! Bravo!

Un astante: Eh? Medusa? Decapitati?

Un (altro) astante: Macchè, ci ricicleranno nell’incoscio collettivo, e rischieremmo di finire in qualche orribile film sul tipo “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo”

Un astante: Piuttosto farei la mutanda parlante nelle fantasie erotiche di Jessica Fletcher.

Sì, io so cosa vuol dire divagare, lo so benissimo, ora a Malcom.

Malcom è un ragazzino strano, uno di quelli ai limiti fra autismo e la genialità. Ma non è esattamente un genio perchè se lo fosse cadrebbe  troppo facilmente in un clichè. Dal personaggio per come è strutturato ce lo potremmo anche aspettare, ed invece no, è solo un ragazzo insolito.
In giovane età ha la passione per denudarsi in pubblico incurante delle reazioni altrui, quasi considerasse ogni luogo una estensione del suo tollerante ambiente familiare.

VOCE: Hai detto tollerante! Ha! La chiave di volta vero?

Già. Malcom ha una madre, lei non sa fare altro che accudire, accudire compulsivamente ed assorbire, inglobare con il suo affetto ogni  necessità, qualsiasi cosa Malcom chieda non trova ostacoli, può espandersi nello sconsiderato pozzo di amore che lei offre.

Malcom si può permettere tutto, può allargarsi a dismisura, anche fisicamente, divenedo l’uomo più grasso del mondo. Costringerà ad orbitare intorno alla sua mole tutte le persone a lui vicine: la ragazza, il fratello senza nome ed il padre. Loro tenteranno di liberarsi dall’orbita, una fatica lenta che percorre tutto il libro.

VOCE: Bravo, ora pistolotta che così la chiudiamo eh?

Grazie..
Forse che nella vita sia necessaria una ferita? Procurata dal proprio contesto o meno, fornita da una madre che pur sbagliando non inverta le polarità dell’amore rendendolo egoismo? Sembra essenziale. Abbiamo bisogno di una ferita per non cercarla estendendoci come Malcom, l’uomo più grasso del mondo. Per fare di essa un centro gravitazionale personale, di gioe e dolori, così da non diventare noi stessi una ferita per gli altri?

VOCE: Si chiama maturità: “soffrire in silenzo e non ropere i maroni altrui”

Sbruffona!

VOCE: Aiuto a stemperare, che qui si barcolla

Macchè, qui tutto liscio, clicco su “Publish” va..

Ah già:

“Buon compleanno Malcom”, David Whitehouse, ISBN Edizioni

http://isbnedizioni.it/buon-compleanno-malcolm/

Così è se mi pare

December 12th, 2011 § 0 comments § permalink

Electric rinasce, è un’araba fenice questo blog, cancello ogni traccia dei post vecchi ed inizio da capo ogni mmm.. ogni tot. Questa volta però abbiamo la guest star, un personaggio fittizio chiamato VOCE, chi ssarà mmai?

Borbottio da un astante: Sarà forse impazzito? Sente le voci?! Ardisce pure a dar loro adito su internet?? Ma sopratutto chi siamo noi astanti?

Borbottio da (un altro) astante: Shht siamo frutto della sua immaginazione, questo blog non viene letto da secoli, non dirglielo che non esistiamo se no finisce per ammattire ancora di più Shhht!

Urca urca tirulero, non ci scomponiamo, ogni volta che reinizio mi trovo a parlare da solo senza neanche un lettore, altro che voci, mi sento un emerito deficionte. Per ora siamo solo io e gli astanti, più VOCE la quale sta latitando o compiendo nefandezze altrove.